Gli
altri esperimenti del progetto sull’analisi del rischio piante GM
Studi
di laboratorio sugli effetti di piante Bt nei confronti di insetti non-target
Primo firmatario: Alberto
Lanzoni
Le
piante Bt uccidono gli insetti dannosi producendo la tossina Cry. Ma cosa
succede agli animali che si nutrono di questi insetti? La tossina segue
la catena alimentare? E’ quello che hanno cercato di stabilire i
ricercatori dell’Università di Bologna, analizzando il rapporto
tra le piante GM, gli afidi che si nutrono della loro linfa (Myzus
persicae, a destra) e
una coccinella che si nutre di afidi (Hippodamia variegata, a
sinistra ). Le coccinelle non muoiono, ma un effetto è stato
riscontrato: la coccinella nutrita con afidi contaminati
con la tossina ha uno sviluppo larvale minore rispetto
alle coccinelle che si alimentano normalmente. Ma non si tratta
di un effetto tossico: la larva di coccinella “decide”
di predare meno gli afidi ricchi di tossina.
Studio
dell’artropofauna del terreno su colza Bt, melanzana Bt e relative
linee isogenetiche
Primo firmatario: Giovanni
Burgio
La
tossina Cry, prodotta dalle piante geneticamente modificate, può
accumularsi nel terreno, legata alle argille e nell’humus. Gli entomologi
del DiSTA, con la collaborazione dell’Università di Siena
e del Museo di Storia naturale di Ferrara, hanno quindi osservato per
un biennio la densità di popolazione degli insetti e degli altri
organismi nel terreno alla base delle piante GM e isogeniche. In totale,
sono stati campionati più di 23mila animali.
Tra gli appezzamenti GM e quelli isogenici non è stata
però osservata alcuna differenza. Con
due eccezioni: i carabidi, un’importante famiglia di coleotteri
(figura a lato) e gli acari
oribatidi, considerati ottimi indicatori di qualità ambientale,
che sono risultati più scarsi sotto le piante geneticamente modificate.
Gli autori in ogni caso esprimono cautela su questi risultati che sono
da considerarsi assolutamente preliminari.
|