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> DOSSIER Eurbee | |||||||||||||||||||||||||||
L’apicoltura
europea? Ancora troppo piccola “Le opportunità che offre la nuova Europa sono comunque molte- ha spiegato Jones al simposio organizzato all’interno di Eurbee – la possibilità di cooperare in un mercato più grande e ad un livello più alto tra associazioni, aumentare le informazioni in nostro possesso, aver un maggior peso sui media e quindi poter fare maggiormente pressione per far sentire la propria voce”. Avvalendosi di dati originali, che saranno pubblicati entro breve su Bee World e che hanno alcune conclusioni sorprendenti (prima fra tutte: la Finlandia si classifica prima nella produzione di miele per alveare rispetto agli altri paesi Ue) Jones ha voluto porre l’accento sulla necessità, per gli apicoltori di tutta Europa, di incrementare l’attività commerciale e uscire dall’hobbismo che caratterizza la maggior parte degli operatori del settore. ”Solo la Francia, la Spagna e il Portogallo hanno buone percentuali di professionisti – ha continuato Jones –mentre in molti paesi dell’est (Repubblica ceca, Estonia, Slovacchia e Slovenia, NdR) quasi la metà della popolazione possiede alveari ma non entra nel mercato”. “Anche
tra i professionisti del mio paese prevalgono i metodi dei piccoli apicoltori
– aggiunge il ceco Frantisek Kamler del Bee
research institute di Dol. “La Comunità europea ha legiferato con chiarezza nel 2002 sull’affidabilità delle prove analitiche per il miele – continua Mutinelli - Molti dei nuovi paesi che si affacciano a est hanno già raggiunto un buon livello di garanzia, altri però devono ancora crescere. D’altronde non era nemmeno pensabile che dal primo maggio del 2004 tutti i nuovi paesi potessero eguagliare gli standard degli altri stati”.
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