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A causa della sua tossicità non si può stabilire un limite di tolleranza dei residui e, per questo motivo, la disciplina comunitaria concernente i limiti massimi residuali (MRL) per i farmaci (Regolamento 2377/1990/CEE), ne ha bandito l’utilizzo negli animali destinati alla produzione di alimenti per l’uomo. Il cloramfenicolo è inserito tra le “sostanze per le quali non possono essere fissati MRL in alcuna specie animale”, elenco riportato nell’allegato IV al Regolamento citato. Vietato negli
allevamenti europei, continua ad essere usato in Cina e Vietnam, forse
per esaurire le scorte accumulate negli anni. Gli allevatori ed esportatori
di crostacei lo usavano per prevenire malattie e far accrescere più
rapidamente gli animali. Il suo uso nelle pratiche apistiche è
testimoniato dai residui riscontrati in molti campioni di miele. Secondo
il sito Axabiotech viene aggiunto al miele per evitarne la fermentazione.
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