Le reazioni degli apicoltori
“Ci
stiamo attrezzando per tempi duri. Ci sarà una forte caduta della
quotazione del miele”. Francesco Panella, presidente dell'Unione
nazionale delle associazioni degli apicoltori italiani (Unaapi), commenta
così la riapertura europea al mercato cinese.
“E’
solo una motivazione politica nell’ambito di accordi quadro per
questioni ben più grosse di quelle del miele”, continua Panella,
interpretando in questo modo le recenti visite del governo italiano in
Cina. Colloqui che hanno prodotto numerosi accordi bilaterali, tra cui
quelli di cooperazione sanitaria, siglati tra il ministro Sirchia e il
suo omologo cinese, Gao, per realizzare uno scambio di tecnologie e conoscenze
nei campi dei farmaci, dell'ematologia, dell'oncologia, delle emergenze
e delle banche biologiche.
Panella
si unisce virtualmente alle manifestazioni che hanno portato in piazza
gli apicoltori di Francia e Spagna(nella foto la manifestazione
di Madrid): “Abbiamo fatto nostra la posizione dura
del gruppo Cogeca (Confederazione generale delle cooperative agricole
europee, NdR) un anno fa a Bruxelles. Era il 12 gennaio 2004”.
Prosegue:“Nella consultazione del Gruppo apicoltura (all’interno
del Comitato di consulenza dei produttori specializzati che si interfaccia
con le istituzioni europee dove lavora anche la Fai, NdR) abbiamo
chiesto ufficialmente di separare il miele dagli altri prodotti di origine
animale e abbiamo ribadito questa posizione a dicembre”.
La paura degli
apicoltori, oltre all’evidente caduta dei prezzi, è relativa
ai controlli lassi di alcuni Stati membri dell’Ue. Inoltre la recente
direttiva sul miele consente di mischiare miele di origine sconosciuta,
apponendo la semplice etichetta di “miele filtrato”.
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