> ALBO ALLEVATORI REGINE
 

L'apicoltura italiana vanta una lunga tradizione nel campo della produzione di api regine: diverse aziende professionali soddisfano le richieste del mercato nazionale e di quello estero. Vi sono inoltre operatori con allevamenti di piccole e medie dimensioni con una produzione modesta, che si rivolgono ad una domanda prevalentemente locale.

L'istituzione di un Albo professionale degli allevatori di api regine a livello nazionale, risponde all'esigenza da tempo sentita, di valorizzare il lavoro degli operatori capaci di offrire una produzione che sotto tutti i profili, biologico, genetico e sanitario, sia adeguata alle esigenze dell'apicoltura italiana e possa soddisfare le aspettative dei paesi esteri importatori.

L’Albo nazionale degli allevatori di api regine, istituito nel 1997 dall’Istituto Nazionale di Apicoltura (D.M. 20984, 10/03/97), rappresenta uno strumento importante per la tutela e il miglioramento genetico delle razze di api allevate in Italia e quindi per la loro valorizzazione economica. Esso si propone di superare sul piano organizzativo alcuni di quei vincoli che finora hanno ostacolato il conseguimento di progressi significativi nel campo della selezione in apicoltura.

In seno alle iniziative previste dall’Albo è oggi possibile impostare un lavoro di selezione gestito operativamente a livello di territorio, ma coordinato e progettato dagli organi tecnico-scientifici preposti secondo le disposizioni del Disciplinare dell’Albo stesso.

In questo contesto, l’Istituto è chiamato a svolgere le funzioni proprie dell’Ufficio Centrale. Si provvederà quindi a garantire il normale funzionamento delle attività dell’Albo e, per le decisioni che le competono, a sentire il parere della Commissione Tecnica Centrale.

Finalità dell’Albo
L'Albo nazionale degli allevatori di api regine è lo strumento operativo per il miglioramento genetico delle popolazioni di api allevate in Italia nonché per la tutela della loro integrità e tipicità.
Questa iniziativa pone le basi organizzative della selezione, colmando una lacuna che l'apicoltura italiana lamenta nei confronti di altri paesi europei.

Com'è strutturato
L'Albo è strutturato in due sezioni corrispondenti alle razze di api autoctone nel territorio italiano:

- sezione Apis mellifera ligustica;
- sezione Apis mellifera sicula.

Allo svolgimento delle attività dell'Albo provvedono tre organi diversi per competenze e livelli di intervento:

- la Commissione Tecnica Centrale, con funzioni deliberative e di coordinamento delle attività di cui ne stabilisce gli indirizzi programmatici;

- l'Ufficio Centrale, che rappresenta l'organo tecnico deputato all'espletamento dei compiti relativi al funzionamento dell'Albo (le mansioni dell’Ufficio Centrale vengono espletate dall’Istituto Nazionale di Apicoltura);

- il Corpo degli Esperti, formato da tecnici qualificati il cui compito è di coadiuvare, a livello locale, le attività dell'Ufficio Centrale.

Requisiti per l’ammissione all’Albo
Gli allevamenti dovranno possedere i seguenti requisiti:

- essere costituiti da colonie rispondenti ai caratteri di razza prescritti per le rispettive sezioni (ligustica e sicula);
- essere sottoposti al controllo e alla vigilanza veterinaria;
- adottare delle metodologie di allevamento conformi al programma di miglioramento genetico.

Come fare per iscriversi
L’adesione all’Albo è volontaria. Possono iscriversi tutti quegli allevatori di api regine che dispongano di un numero adeguato di alveari, tale da garantire il rispetto delle metodologie di allevamento previste dai programmi di miglioramento genetico.
L’Istituto Nazionale di Apicoltura raccoglie le domande dei richiedenti fornendo loro il necessario supporto per istruire correttamente le pratiche di iscrizione. Alla presentazione della domanda e della relazione tecnica - contenente una descrizione sommaria delle metodologie di allevamento adottate dall’allevatore - faranno seguito alcuni accertamenti volti ad accertare i requisiti biotecnici necessari ad una produzione qualificata.

Cosa offre
L’adesione all’Albo – e quindi l’impegno a lavorare conformemente agli scopi dello stesso – rappresentano una garanzia sia per l’allevatore che per i propri acquirenti:

- i periodici controlli biometrici e genetici sulla popolazione soggetta a selezione garantiscono una conformità del prodotto agli standard di razza, presupposto importante sia per garantirsi una nicchia di mercato che per una migliore trasmissione dei caratteri ai discendenti;
- il progressivo miglioramento delle caratteristiche sottoposte a selezione, frutto di un lavoro di scelta e di riproduzione su basi scientifiche, consentirà di ottenere – e quindi immettere sul mercato – api regine di qualità superiore;
- gli allevatori iscritti, oltre ad usufruire di un continuo supporto tecnico, potranno contare su di un servizio di divulgazione a mezzo stampa delle attività connesse all’Albo e di un logo che contraddistinguerà la loro appartenenza all’istituzione e che potrà venire utilizzato a fini pubblicitari.

I principi del programma di selezione
L’accoppiamento naturale delle api regine, libero e multiplo, impedisce l’applicazione di metodi efficaci di miglioramento genetico. Nella maggior parte dei casi, la scelta dei riproduttori viene attuata sul solo esame delle performance dei singolo soggetto, con una selezione di tipo massale in cui viene seguita quasi esclusivamente la linea materna e dove il controllo degli accoppiamenti è spesso assente.

L’ampia diffusione geografica di Apis mellifera ha fatto sì che si differenziassero numerose popolazioni sottospecifiche individuate come razze e, all’interno di queste, ecotipi. Razze ed ecotipi rappresentano quindi il prodotto di un processo naturale di adattamento alle condizioni ambientali dei diversi territori. Si tratta di un patrimonio naturale che va valorizzato in quanto ogni popolazione locale è il frutto della risposta genotipica ad un determinato ambiente.

In funzione di ciò, considerate le varie realtà territoriali, (ambiente, distanza fra gli allevamenti, n. di allevatori, n. di alveari) verranno studiati dei piani di intervento articolati in modo tale da ottimizzare le risorse disponibili.

Nell’ambito della gestione dei programmi di miglioramento genetico, le linee operative generali sono riassumibili nei seguenti punti:

- esame del contesto strutturale del territorio interessato; si tratta di verificare le risorse disponibili in termini di possibilità di organizzazione associativa degli operatori, livello professionale degli allevamenti, disponibilità di tecnici qualificati, disponibilità di attrezzatura, tipologia e dimensione della popolazione di api da sottoporre a selezione, esigenze specifiche;
- proposta di un programma di selezione sulla base dei seguenti elementi: finalità della selezione, possibilità di gestire stazioni di valutazione dei riproduttori, possibilità di ricorrere a stazioni di fecondazione isolate o di adottare la tecnica dell’inseminazione strumentale;
- introdurre test di routine come la valutazione del comportamento igienico delle colonie mediante trattamento con azoto liquido. Tale tecnica, pur richiedendo particolari attenzioni, riveste tuttavia una certa importanza per la selezione genetica di ceppi resistenti alle malattie infettive;
- applicazione di protocolli relativi alle seguenti procedure: valutazione dei riproduttori secondo indici di rendimento, archiviazione ed elaborazione dei dati, allevamento dei riproduttori, documentazione e verifica dei risultati.