I 
ANNO 4 Numero 3
Jurgen
Tautz [1]
Cosa sanno le api sui fiori?
1] Beegroup Würzburg, Biozentrum, Universität
Würzburg, Am Hubland, D-97074, Würzburg
Corresponding
author: tautz@biozentrum.uni-wuerzburg.de
Il mondo visivo e olfattivo delle api, la loro capacità di
orientamento e la maggior parte della loro comunicazione ruotano intorno
al rapporto che esse stabiliscono con le piante in fiore.
Cosa sanno le api riguardo ai fiori? Da dove derivano le loro conoscenze?
La conoscenza può avere tre origini diverse: può essere
geneticamente prefissata, può essere acquisita con l’esperienza
(apprendimento) e può essere trasmessa attraverso la comunicazione.
Tutti e tre questi meccanismi sono presenti nelle api.
Al fine di poter studiare approfonditamente le complesse prestazioni delle
api durante la ricerca e il bottinamento delle fonti di nettare, appare
utile suddividere il loro comportamento di visita ai fiori in passaggi
funzionali separati: le api devono riconoscere i fiori come tali, distinguere
tra i diversi fiori, valutarne lo stato nettarifero, sapere come manipolare
i fiori di diversa forma con le zampe e l’apparato boccale, determinare
la posizione geografica dei fiori nell’ambiente, stabilire a quali
ore del giorno le diverse fioriture producono più nettare, comunicare
le proprie esperienze alle compagne e utilizzare le informazioni ricevute
dalle altre bottinatrici.
Ciascuna di queste tappe è oggetto di intense ricerche, che forniscono
nuove conoscenze e nuove interpretazioni a vecchie osservazioni. La capacità
visiva delle api, povera nel riconoscimento dei fiori a distanza, è
essenziale nel determinare la direzione e la distanza dei loro voli tra
il nido e la fonte di cibo. La posizione del sole e lo spettro della luce
polarizzata nel cielo forniscono informazioni sulla direzione, il flusso
ottico durante il volo misura la distanza del tragitto di volo. Questi
dettagli sulle rotte di volo vengono trasmessi alle api reclute per mezzo
delle danze nel buio dell’alveare.
Questa comunicazione tramite la danza, tuttavia, è carica di imperfezioni
che confondono considerevolmente il messaggio e lo rendono impreciso.
Inoltre la correlazione non prova una relazione causale, perciò
è stato intensamente dibattuto se e quanta dell’informazione
che un osservatore umano può percepire dalla danza scodinzolante
venga realmente usata dalle api reclutate. Le discussioni andavano da
“è un linguaggio astratto” a “non usano nulla
ma sono stimolate dalla danza alla semplice ricerca della fonte dell’odore
che la bottinatrice porta addosso”. E’ emerso che la realtà
è una combinazione delle due affermazioni.
La danza trasmette le informazioni e gli aiuti in campo servono per raggiungere
gli obiettivi. Se api bottinatrici sono forzate a volare attraverso stretti
tunnel che producono un elevato tasso di flusso ottico, è possibile
creare api “bugiarde”. Queste api danzano indicano una destinazione
che è diversa da quella che hanno veramente trovato, effettuando
una fase scondinzolante che supera di 30 volte la distanza che hanno realmente
percorso. Osservando le reclute, risulta chiaro che esse non volano verso
il luogo indicato realmente dalla bottinatrice, ma possono essere catturate
nell’area attorno al punto indicato dalla danza. Quindi la danza
guida le reclute più o meno nel luogo esatto.
Poiché la distanza comunicata dipende dal flusso ottico che il
paesaggio offre alle api, è chiaro che le api non comunicano la
distanza come una quantità assoluta. Tuttavia, finché le
reclute volano nella stessa direzione della danzatrice, gli “errori”
che entrambe le api compiono sono gli stessi e si annullano l’un
l’altro. Tuttavia, anche le danzatrici non manipolate mandano le
reclute non verso un preciso punto, ma in una vasta area. Quest’area
ha una dimensione più o meno costante indipendentemente dalla distanza
dall’alveare. La spiegazione è che la direzione indicata
da fasi scondinzolanti successive non è perfettamente identica,
ma mostra un certo grado di deviazione. Questa deviazione è tanto
minore quanto più la fonte di cibo è lontana. Di conseguenza
le reclute vengo disperse entro un ampio raggio, il che ha più
senso piuttosto che avere le api che seguono la danza verso un unico fiore.
L’identificazione dei fiori nell’area in cui le api sono state
mandate è poi semplice da effettuare seguendo l’odore dei
fiori.
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