I 
ANNO 1 Numero 2
Marco
Lodesani [1], Norberto Milani [2], Giorgio Della Vedova [2], Silvano Calvarese
[3], Orlando Campolo [4], Mario Colombo [5], Roberto Colombo [1], Gisella
Cremonesi [5], Vincenzo Langella [3], Enzo Marinelli [6], Sergio Massi
[1], Antonio Nanetti [1], Vincenzo Palmeri [4], Anna Gloria Sabatini [1],
Giorgia Serra [1]
Monitoraggio della resistenza al fluvalinate e al coumaphos di Varroa
destructor in Italia
[1] Istituto Nazionale di Apicoltura, via di Saliceto,
Bologna
[2] Dipartimento di Biologia applicata alla difesa delle piante, Università
di Udine
[3] Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise “G.
Caporale”, Teramo
[4] Dipartimento di Agrochimica e Agrobiologia, Università di Reggio
Calabria, Gallina (RC)
[5] Istituto di Entomologia Agraria, Università di Milano
[6] Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria, sez. di Apicoltura,
Roma
La farmaco-resistenza agli acaricidi utilizzati nella lotta all'acaro
Varroa destructor può causare estese mortalità
alle colonie d'api a causa della scarsa o insufficiente efficacia ottenuta
durate i trattamenti. Nel corso del 2003 è stato condotto un monitoraggio
nazionale al fine di valutare, per mezzo di saggi di laboratorio, la percentuale
di acari resistenti al fluvalinate e al cumafos in diverse regioni italiane.
In
particolare, per il fluvalinate si è anche voluto verificare se,
in seguito alla reversione, la percentuale di acari resistenti fosse divenuta
abbastanza bassa da garantire l’efficacia dei trattamenti acaricidi
con tale principio attivo. A tal fine, 54 campioni di acari sono stati
campionati da 11 diverse regioni e saggiati mediante l'utilizzo di capsule
paraffinate contenenti le dose diagnostiche di fluvalinate (200 µg/g)
e di cumafos (50 µg/g). La sopravvivenza degli acari è stata
superiore al 10% nel 12% dei campioni trattati con fluvalinate e nel 44,4%
dei campioni trattati con cumafos.
La proporzione di acari resistenti è risultata molto variabile
nelle diverse località oggetto del campionamento, probabilmente
in funzione dell'utilizzo delle stesse sostanze in anni precedenti; per
il fluvalinate le situazioni più gravi si localizzano nel nord
Italia, mentre per il cumafos le maggiori sacche di resistenza sono localizzane
nell'Italia meridionale. Il livello di residualità di cumafos nella
cera dei favi campionati è risultato significativamente correlato
al tasso di sopravvivenza degli acari raccolti dalle stesse colonie (n=30,
R2=0,39, P<0,05) mentre per il fluvalinate tale correlazione non è
significativa. L'entità e la diffusione del fenomeno della farmaco-resistenza
è tale da rendere estremamente importante ed urgente sia la diffusione
di strategie integrate di lotta all'acaro sia un costante monitoraggio
per la valutazione dell'andamento del fenomeno.
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m.lodesani@stpa.unibo.it
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