I 
ANNO 2 Numero 1
Vincenzo
Palmeri [1], Orlando Campolo [1], Pompeo Suma [2]
Efficacia di trattamenti
con acido ossalico contro Varroa destructor in colonie prive
di covata opercolata in ambiente mediterraneo
[1] Dip. Agrochimica e Agrobiologia, Università
degli Studi "Mediterranea", Reggio Calabria.
[2] Dip. Scienze e Tecnologie Fitosanitarie, Università degli studi
di Catania.
Contatti: vpalmeri@unirc.it
Si riportano i risultati di due sperimentazioni (1998-2000)
condotte in Calabria per il controllo, in famiglie prive di covata opercolata,
di Varroa destructor Anderson & Trueman tramite l’impiego
di acido ossalico.
Le prove sono state realizzate su un totale di 30 famiglie di Apis
mellifera L. collocate in arnie del tipo Dadant Blatt da dieci telaini
a favo freddo, ognuna equipaggiata con una trappola “Undebasket-Accorti”,
per la valutazione della mortalità della api. Si è voluta
indagare l’efficacia di una soluzione in acqua di acido ossalico
e saccarosio somministrata in unico trattamento al primo anno e replicato
una seconda volta l’anno seguente, mantenendo sempre la medesima
concentrazione, al fine di determinarne la tipologia più rispondente
agli ambienti meridionali.
Per il calcolo dell’efficacia del trattamento sono stati adottati
come parametri di riferimento la percentuale di efficacia (E%) e il grado
di azione (GA) secondo Henderson e Tilton. Nel 1998 la percentuale media
di efficacia (E%) registrata nelle famiglie sottoposte al trattamento,
è stata del 71,63% ± 15,71; impiegando invece come parametro
di valutazione il grado di azione (GA), tale valore si è attestato
intorno al 61,37% ± 21,20. Nel corso del secondo anno di prova
i valori di efficacia del trattamento registrati, sono stati del 91,33%±7,77
(E%) e dell’89,72%±9,22 (GA).
I risultati ottenuti mostrano alcuni limiti applicativi dell’acido
ossalico nel meridione d’Italia come unico rimedio contro V.
destructor, benché, le prove realizzate al secondo anno di
sperimentazione, intervenendo con un doppio trattamento, lasciano intravedere
prospettive di sicuro interesse applicativo per il risanamento degli sciami
di nuova formazione o come soluzione tampone tra una campagna produttiva
e l’altra.
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