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ANNO 2 Numero 1
Fabio
Sgolastra [1], Piotr Medrzycki [2], Donato Tesoriero [2], Anna Gloria
Sabatini [2], Claudio Porrini [1]
Relazione fra mortalità delle api e trattamenti fitosanitari in
aree viticole dell'Emilia-Romagna
[1] Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali
– Area Entomologia, Università di Bologna.
[2] CRA -Istituto Nazionale di Apicoltura, Bologna
Da qualche anno in Emilia-Romagna, in corrispondenza
con i trattamenti contro lo Scaphoideus titanus, vettore responsabile
della flavescenza dorata sulla vite, si denunciano gravi morie di api.
Negli anni 2002 – 2003 abbiamo intrapreso uno studio per individuarne
le cause.
Nel primo anno è stato condotto un monitoraggio di primo livello,
cioè con una verifica della mortalità non sistematica, nelle
province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza installando, in ognuna, tre
stazioni di monitoraggio formate da due alveari. Solo in caso di mortalità
evidenti si procedeva alle analisi di laboratorio per individuare i principi
attivi responsabili. Nel secondo anno abbiamo potuto estendere l’area
di indagine anche alle province di Bologna e di Parma e innalzare il livello
di monitoraggio. Questo ci ha consentito di eseguire un controllo sistematico
della mortalità, tramite le gabbie di raccolta, e di effettuare
anche le analisi palinologiche. Inoltre, in collaborazione con il Servizio
Fitosanitario Regionale, sono state eseguite delle indagini presso le
aziende agricole presenti nelle aree circostanti le stazioni di monitoraggio.
Nel 2002 il fenitrothion è stato il solo principio attivo riscontrato
nei campioni di api morte, mentre nel 2003, oltre al fenitrothion rinvenuto
nel 94,1% dei campioni di api morte, sono stati trovati anche il chlorpirifos-ethyl
(17,6%), il dimethoate e il methyl-parathion (entrambi nell’11,8%
dei campioni). L’indagine condotta dal Servizio Fitosanitario Regionale
presso le aziende agricole, ha messo in evidenza che i viticoltori sono
passati da un uso massiccio di microincapsulati del 2002 ad un impiego
più diversificato nel 2003. Le analisi palinologiche rivelarono
la presenza di polline di vite sul corpo delle api morte, indicando che
gli interventi fitosanitari sono stati condotti prima della completa sfioritura
della vite. Dalle sperimentazioni effettuate in laboratorio è emerso
che l’azione degli insetticidi microincapsulati dopo ingestione,
è più lenta ma ugualmente dannosa, rispetto alle formulazioni
in emulsione.
Dai dati ottenuti si evidenzia che i prodotti microincapsulati possono
essere pericolosi per le api quanto le formulazioni in emulsione e quelle
in granuli idrodispersibili. Si propone quindi di limitarne l’uso,
di utilizzarli seguendo fedelmente le norme di impiego e, soprattutto,
lontano dalla fioritura. Nelle aree indagate, è stato applicato
l’Indice di Pericolosità Ambientale (IPA) per determinare
il grado di contaminazione da pesticidi.
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