I 
ANNO 2 Numero 2
Ignazio
Floris [1], Alberto Satta [1], Raffaele Dall’Olio [2], Marco Lodesani
[2]
Le
razze di Apis mellifera L. in Italia:
Tecniche di studio, strumenti di tutela e di gestione
[1] Dip. Protezione delle Piante - Sez. Entomologia
agraria, Università degli Studi di Sassari
[2]
CRA - Istituto nazionale di apicoltura
Contatti:ifloris@uniss.it
In Italia sono presenti quattro sottospecie “mediterranee”
di Apis mellifera: A. m. ligustica Spinola (1806), A.
m. sicula Montagano (1911), A. m. mellifera Linnaeus (1758)
e A. m. carnica Pollmann (1879): tra le prime due, autoctone,
solo la ligustica è presente in purezza, mentre le ultime due sono
presenti solo con popolazioni ibride.
Gli approcci alla classificazione razziale si basano su caratteri morfometrici
e sullo studio della variabilità biochimica a livello alloenzimatico
e del DNA.
Lo studio morfometrico è stato caratterizzato da una notevole evoluzione
nel tempo che, partendo dalle prime indagini limitate ad un numero ristretto
di caratteri, si è ormai esteso ad un’ampia gamma di misurazioni,
in buona parte facilmente acquisibili in modo automatico e preciso con
l’ausilio di supporti informatici.
La variabilità biochimica, inizialmente basata sull’analisi
elettroforetica dei sistemi gene-enzima di maggiore interesse (Esterasi-3,
Esterasi-6 e Malico-deidrogenasi-1), è stata più recentemente
integrata dallo studio del DNA mitocondriale (citocromo ossidasi I –
II) e nucleare con il ricorso a diversi loci genici (microsatelliti: A113,
A28, Ab24, A14, A107, A88, Ap43, A7).
Le varie indagini, oltre ai diversi caratteri utilizzati, si avvalgono
di differenti tecniche di campionamento e di analisi statistica dei dati
che influiscono sull’interpretazione dei risultati e sul grado di
precisione delle differenziazioni riscontrate. Il campionamento non sempre
tiene conto sia di diverse variabili legate all’apiario e all’ambiente
sia di appropriate tecniche di preparazione e conservazione dei reperti
in funzione delle finalità dello studio. Dal punto di vista statistico,
si passa da una semplice analisi descrittiva, all’uso di test statistici
di base e all’analisi univariata per giungere all’applicazione
delle più sofisticate tecniche multivariate.
Considerando che l’Italia, particolarmente con la razza ligustica,
è la culla della sottospecie di api più apprezzata e diffusa
nel mondo per le sue peculiari caratteristiche biologiche ed il suo elevato
valore economico, è pertanto di rilevanza strategica disporre di
adeguati strumenti di tutela e di gestione di questa risorsa. Per far
fronte a tali esigenze è stato istituito, a livello ministeriale,
l’"Albo nazionale degli allevatori di api regine" con
finalità anche di miglioramento genetico e di valorizzazione economica
delle razze allevate in Italia. Si ritiene altresì fondamentale
l’allestimento di una banca-dati delle caratteristiche genetiche
e/o morfometriche rappresentative delle popolazioni di Apis mellifera
presenti nel territorio nazionale e, più in generale, delle sottospecie
presenti nel Bacino del Mediterraneo.
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