I 
ANNO 2 Numero 2
Bettina
Maccagnani [1], Antonio Felicioli
[2]
Allevamento e utlizzo di apoidei: problematiche e prospettive
[1]
DiSTA - Area Entomolgia, Università di Bologna
[2]
Dip. Anatomia, Biochimica e Fisiologia veterinaria, Università
di Pisa
L’impollinazione mediata dagli insetti è essenziale sia per
mantenere la biodiversità nella vegetazione spontanea, sia per
assicurare elevati standard qualitativi e quantitativi al 75% delle principali
produzioni agricole in tutto il mondo.
I principali caratteri su cui si basa la scelta delle specie di api selvatiche
da allevare sono il legame ecologico tra pianta e insetto (il sincronismo
tra attività di bottinamento e periodo di fioritura, il rapporto
tra le dimensioni del fiore e quelle dell’insetto, corrispondenza
tra le risorse offerte dal fiore e i bisogni dell’insetto) e le
caratteristiche biologiche ed ecologiche della specie di ape selvatica,
determinanti per la riuscita dell’allevamento (la possibilità
di manipolare la diapausa, l’adattabilità a nidi artificiali,
la tendenza alla gregarietà). In vaste aree del Nord-America e
in Giappone diverse specie di pronubi solitari, come Megachile rotundata
e Nomia melanderi, hanno raggiunto un impiego commerciale, principalmente
per l’impollinazione della medica da seme, e nel solo Canada il
loro contributo economico alla produzione di seme è stimato in
6 milioni di dollari canadesi all’anno. Diverse specie del genere
Osmia vengono allevate sia in Nord America che in Europa per l’impollinazione
delle varietà precoci di fruttiferi e dei frutti di bosco. Per
queste specie di api, che appartengono alla famiglia dei Megachilidae,
non sono ancora attuabili cicli produttivi continui in cattività,
e la tecnica di allevamento impiegata è il “releasing-and-rearing”
in siti naturali o su colture, combinando impollinazione e riproduzione.
In questo caso la fioritura della coltura da impollinare deve essere abbastanza
lunga o altrimenti devono essere fornite fonti di cibo supplementari mediante
appezzamenti di piante in fioritura o combinando più colture, per
permettere alle femmine di completare il loro ciclo riproduttivo. Il rilascio
di megachilidi in ambienti confinati è un modo sia di fornire un
buon servizio di impollinazione, sia di riprodurre la popolazione limitando
l’impatto di parassitoidi, ma rende necessaria una decisione preliminare,
ottimizzare l’impollinazione o favorire la moltiplicazione delle
api, perché da questo dipende il numero di femmine che devono essere
rilasciate per metro quadrato di coltivazione.
La facilità di adattamento all’ambiente confinato è
il motivo dello sviluppo di sistemi di allevamento delle specie del genere
Bombus (un milione di colonie prodotte per anno nel mondo); sono cinque
le specie allevate, tutte appartenenti al gruppo dei cosiddetti “pollen
storer”, facilmente adattabili alle modalità di fornitura
del polline nelle biofabbriche. Molte difficoltà sono state superate
in questi anni (accoppiamento, gestione della diapausa e dell’ibernazione,
fondazione della colonia e produzione di nuove regine in cattività)
e oggi le biofabbriche possono produrre colonie con elevati standard di
qualità e adatte a colture con requisiti differenti. I bombi sono
impiegati però soprattutto su pomodoro, anche perché in
grado di estrarre il polline dalle antere non deiscenti mettendole in
vibrazione con i muscoli alari (buzz-pollination). Il problema dell’introduzione
di specie di Bombus in aree dove esse non erano originariamente presenti,
ha indirizzato la ricerca verso nuove specie locali di impollinatori tra
le specie solitarie e sociali. Questo fenomeno si sta verificando in diverse
parti del mondo, soprattutto nei tropici e in Australia. Ricerche sulla
possibilità di allevare Xylocopa spp. e Amegilla spp., la cui efficacia
nella buzz pollination del pomodoro in ambiente confinato è già
nota, stanno ottenendo risultati molto importanti.
Una prospettiva nuova nell’uso dei pronubi è il loro impiego
come trasportatori di microrganismi ad azione antagonistica nella lotta
microbiologica a quei patogeni delle piante il cui sito primario di penetrazione
è attraverso il fiore: la combinazione di questo servizio con quello
di impollinazione potrebbe dare esiti molto positivi.
Contatti:bmaccagnani@entom.agrsci.unibo.it
|
|