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ANNO 2 Numero 3
Federica Gazziola, Renzo Barbattini, Franco Frilli [1]
I mieli del Friuli Venezia Giulia: considerazioni sui risultati di uno studio triennale

[1] Dip. Biologia applicata alla Difesa delle Piante, Udine (Italy)

Corresponding author: federica.gazziola@uniud.it

In Europa la richiesta di prodotti alimentari di qualità diventa sempre più importante. Lo studio dell’origine botanica e geografica sono considerati validi stumenti di valorizzazione del miele. La produzione di mieli di qualità, caratterizzati dal punto di vista geografico, sono buoni metodi per promuovere le diverse varietà di miele italiano, secondo anche quanto stabilito dalla direttiva comunitaria sull’incentivazione delle produzioni di prodotti alimentari di qualità.

In questo lavoro vengono riportati i risultati di 274 analisi melissopalinologiche effettuate su campioni prodotti in Friuli Venezia. Generalmente un miele viene considerato uniflorale se il polline di una determinata specie botanica è presente con una percentuale superiore al 45%; se questa percentuale non viene raggiunta, in genere il miele analizzato viene definito multiflorale. Rispetto ai mieli uniflorali, le produzioni multiflorali sono risultate più abbondanti; questo dato conferma che l’habitat in cui le api si trovano a bottinare, è caratterizzato da associazioni vegetazionali in cui nessuna pianta prevale sulle altre.

Gli spettri pollinici sono risultati costanti e tipici , soprattutto per i mieli di robinia, tiglio e castagno. Il nettare di Amorpha fruticosa caratterizza spesso i mieli multiflorali della pianura del Friuli Venezia Giulia; la produzione di miele di melata di Metcalfa pruinosa invece, negli ultimi anni, è sensibilmente diminuita.