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I

ANNO 3 Numero 1
Cecilia Costa, Marco Lodesani, Giorgia Serra, Roberto Colombo [1]

Monitoraggio di residui di acaricidi in cera italiana


[1] CRA - Istituto Nazionale di Apicoltura , Bologna, Italia

Corresponding author:
ccosta@inapicoltura.org

Poiché gli acaricidi sono lipofili, la cera è la matrice ideale per indicare l’uso di sostanze chimiche all’interno dell’alveare. Campioni di cera italiana prodotta tra il 1990 e il 2004 sono stati analizzati per la presenza di residui di acaricidi utilizzati in apicoltra negli ultimi 10-15 anni. A partire dall’anno 2000 le analisi sono state eseguite dal laboratorio certificato dell’Istituto Nazionale di Apicoltura.

Il principio attivo con il più alto livello di residui nella cera era il cumafos, seguito dal fluvalinate, e, in misura molto inferiore, dal clorfenvinfos. I livelli di residui di tutti i principi attivi sono diminuiti nell’arco di tempo considerato. I residui di cumafos sono scesi da un livello medio di 2490 ppb (1153 e. s.) nel campione degli anni 1990-97 a 168 ppb (842 e.s.) nel campione del 2004. I residui di fluvalinate sono scesi da un livello medio di 1587 ppb (908 e.s.) negli anni 1990-97 a 59 ppb (611 e.s.) nel 2004.

I campioni analizzati per i due principi attivi più comunemente usati, cumafos e fluvalinate, sono stati classificati in funzione del metodo di produzione (biologico, in conversione, tradizionale) e a seconda del tipo di cera (fusa o foglio cereo). La prima classificaziopne ha evidenziato il decremento differenziale dei residui di cumafos e fluvalinate nell’apicoltura biologica (rispettivamente -87% e –65%). Le percentuali di campioni positivi non sono tuttavia inferiori nella cera biologica. In base ai dati esposti la maggior parte degli Organismi di Controllo per il metodo biologico ha fissato livelli soglia di residui nella cera per l’uso in apicoltura biologica a (220 ppb per il cumafos e 100 ppb per il fluvalinate).

La classificazione in base al tipo di cera ha mostrato che per entrambi i principi attivi vi è una situazione inversa: nei campioni tradizionali i livelli di residui sono più elevati nei fogli cerei rispetto alla cera fusa, mentre nei campioni biologici i livelli di residui erano più alti nella cera fusa che nei fogli cerei. Questo fenomeno è probabilmente dovuto al tipo di informazioni necessarie all’apicoltore biologico e alle aziende di trasformazione della cera, che quindi inviano specifici campioni da essere analizzati. I dati riportati mostrano come i livelli di residui sono generalmente diminuiti nel corso degli anni, specialmente nelle aziende che hanno convertito i metodi di produzione al biologico.