I 
ANNO 4 Numero 1
Pietro
Arculeo [1], Anna Gloria Sabatini
[2]
Il miele di timo: una produzione tipica italiana da salvaguardare
[1]Istituto zooprofilattico sperimentale della
Sicilia, Palermo, Italia
[2] CRA - Istituto nazionale di apicoltura, Bologna, Italia
Corresponding author: pietro.arculeo@izssicilia.it
L’Italia è uno dei paesi europei che consente la produzione
della più ampia varietà di mieli uniflorali. Tra le regioni
italiane, la Sicilia assume un ruolo di primo piano con mieli uniflorali
caratteristici come il miele di nespolo, carrubo, fico d’india,
astragalo, sideritis e principalmente di timo. Produzione di mieli uniflorali
di timo si ottengono solo da Thymus capitatus, diffuso in Sicilia
nei monti Iblei, tra le province di Siracusa e Ragusa. La produzione di
questo miele è tale purtroppo da coprire solo un mercato locale.
Inoltre negli ultimi 5-6 anni, in seguito all’istituzione di un
contributo regionale per trasformare il terreno da incolto a coltivabile,
la pianta di timo è stata oggetto di selvaggia estirpazione da
parte di privati; questo fenomeno, aggiunto al problema degli incendi
e alla trasformazione dello stesso paesaggio, ha portato ad una drastica
riduzione della presenza della pianta e ad un conseguente calo della produzione
del miele di timo di circa il 50%.
Il miele di timo dovrebbe essere salvaguardato perché oltre a rappresentare
un reddito per una parte dell’apicoltura siciliana, rappresenta
un prodotto tipico unico in Italia e inoltre salvaguarda una specie botanica
endemica altamente mellifera.
Per tentare di ripristinare il territorio sarebbero necessari interventi
da parte sia delle autorità locali e regionali preposte, sia di
enti e istituti scientifici competenti, al fine di individuare zone adatte
alla moltiplicazione della pianta di timo, promuovere campi sperimentali
e tutto ciò che possa servire alla difesa della pianta.
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