Convegno finale del Progetto AMA
Nei giorni
14, 15 e 16 marzo 2002 si è svolto presso la Facoltà di
Agraria dell’Università di Bologna il convegno finale del
Progetto Finalizzato AMA (Ape, Miele, Ambiente).
Ha
dato il via ai lavori il Presidente dell’Istituto Nazionale di
Apicoltura, il Prof. Giorgio Stupazzoni, il quale ha
accolto tutti i partecipanti con l’auspicio che il convegno non
rappresentasse solo un momento di sintesi di un progetto concluso ma
che fosse anche occasione di proposte positive per una continuità
nella ricerca in apicoltura.
Coordinatrice del progetto è stata la Dr. Anna Gloria Sabatini,
Direttore dell’Istituto Nazionale di Apicoltura, che proseguendo
l’introduzione del convegno ha spiegato le finalità e l’organizzazione
del progetto: iniziato nel maggio 1997 e terminato nel dicembre 2001,
ha avuto come obiettivo prioritario quello di coordinare tutti gli Enti
coinvolti nella ricerca nel settore apistico, in modo da ottimizzare
l’utilizzo delle risorse disponibili e delle molte competenze
presenti nella realtà italiana.
Per gestire in maniera efficace le molteplici proposte di ricerca provenienti
dalle numerose Istituzioni aderenti, il progetto è stato suddiviso
in tre tematiche principali, ognuna della quali ha costituito un sottoprogetto:
Ape (biologia e patologia dell’ape), Miele (caratterizzazione
e valorizzazione), Ambiente (studio di pronubi e di flora entomofila);
in seguito è stato inserito anche un sottoprogetto che si occupasse
esclusivamente del trasferimento del materiale prodotto.
La
giornata introduttiva ha visto anche la presenza del Dr. Battista
Piras, dirigente del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali,
che ha ricordato come il progetto fosse nato non solo per rispondere
in maniera organica al Piano per l’Apicoltura, approvato dal CIPE
nel 1990, ma anche per venire incontro alla crescente domanda di ricerca
e di informazioni proveniente dal mondo apistico, e di come per alcuni
temi di ricerca siano state trovate delle risposte (la caratterizzazione
dei mieli, gli sviluppi nella lotta alla varroa) mentre per altri si
siano aperti nuovi orizzonti. Il Dr. Piras ha sottolineato l’importanza
dell’apicoltura, settore economicamente piccolo ma di fondamentale
importanza nelle politiche di sviluppo rurale, grazie al suo ruolo multifunzionale,
e quindi meritevole di sostegno, sia dal punto di vista produttivo che
per la ricerca e la sperimentazione.
Dopodiché è intervenuto il Prof. Franco Frilli
(Università di Udine), nella sua veste di Presidente del Gruppo
di indirizzo scientifico ed economico - istituito dal Ministero allo
scopo di valutare i risultati delle ricerche, verificarne le ricadute,
fornire indicazioni per nuove iniziative - che ha elogiato la quantità
e qualità di lavoro svolta e sottolineato l’eccezionalità
del progetto AMA nell’aver riunito un così grande numero
di enti diversi (26 Istituzioni di Ricerca), pur non tralasciando di
evidenziare l’esigenza di alcune correzioni operative.
Nelle tre giornate dei lavori, ognuna delle quali dedicata ad un tema,
è stata presentata una sintesi delle ricerche più significative
e dei risultati ottenuti, tramite relazioni riassuntive e comunicazioni
specifiche.
Nella prima
giornata si è tenuta la sessione "Biologia",
aperta dalla relazione del Prof. Norberto Milani (Università
di Udine) che ha illustrato sinteticamente i vari fronti su cui la ricerca
si è mossa per quanto riguarda i rapporti ape-varroa: dalla caratterizzazione
genetica dei meccanismi di tolleranza dell’ape allo studio dei
segnali chimici che stimolano lo sviluppo dell’acaro, dall’individuazione
di resistenza della varroa a molecole chimiche alla determinazione delle
migliori modalità di somministrazione per i diversi tipi di acaricidi.
Hanno seguito comunicazioni inerenti alle nuove acquisizioni nella lotta
chimica alla varroa (Dr Giorgio Della Vedova, Università di Udine),
ai programmi di selezione e miglioramento genetico di A.m. ligustica,
con descrizioni dei modelli applicativi utilizzati e di nuove tecniche
adottate nell’inseminazione strumentale (Dr Marco Lodesani, Istituto
Nazionale di Apicoltura; Dr Andrea Galli, Istituto Sperimentale Italiano
"L.Spallanzani"); sono state poi illustrate le tecniche di
biologia molecolare impiegabili nello studio della variabilità
sottospecifica delle api (Prof. Ignazio Floris, Università di
Sassari) e presentati i risultati di una ricerca sul ruolo della comunicazione
chimica nel riconoscimento dei compagni di nido (Dr Francesca R. Dani,
Università di Firenze). Moderatrice della giornata è stata
la Dr Anna Gloria Sabatini.
Il
giorno successivo si è tenuta la sessione "Pronubi
e biodiversità", nella cui relazione introduttiva
del Prof. Santi Longo, la Dr Gaetana Mazzeo (Università di Catania)
ha evidenziato l’importanza dello studio dei pronubi selvatici
nel monitoraggio ambientale e nella classificazione degli ecosistemi,
e come le mappature dei pronubi possano fornire degli utili indici di
riferimento per la valutazione della diversità biologica degli
areali oggetto dell’indagine. E’ poi seguita una comunicazione
riguardante i dettagli dei censimenti effettuati nell’ambito del
progetto AMA, con particolare riferimento al protocollo messo a punto
e adottato da tutti i gruppi di ricerca coinvolti ed ai risultati ottenuti
(Dr Marino Quaranta, Dr Piotr Medrzychi, Università di Bologna)
Nell’intervento successivo sono stati riportati i risultati di
un’indagine riguardante le nuove acquisizioni ottenute nello studio
del genere Bombus (Dr Maria Gioia Piazza,
Istituto Sperimentale Zoologia Agraria) mentre un’altra relazione
presentava i metodi e le prospettive commerciali di allevamento di pronubi
selvatici (Dr Mauro Pinzauti, Università di Pisa).
La stessa tematica è stata trattata da altri ricercatori, che
hanno descritto le possibilità di allevamento in cattività
di Osmia cornuta, con particolare riferimento alla messa a punto di
una dieta artificiale per le larve (Dr Bettina Maccagnani, Università
di Bologna, Dr Massimo Nepi, Università di Siena), ed i vantaggi
dell’utilizzo di pronubi solitari nell’impollinazione di
specie foraggere (Dr Luciano Pecetti, Istituto Sperimentale Colture
Foraggere). Le attività della mattina sono state moderate dalla
Prof. Graziella Bolchi Serini, dell’Università di Milano.
Nel pomeriggio sono state presentati i risultati di due ricerche riguardanti
l’effetto delle so
stanze
chimiche antropiche presenti nell’ambiente nei confronti degli
insetti pronubi: in un caso è stato valutato l’effetto
di molecole utilizzate in agricoltura (Dr Laura Bortolotti, Università
di Ferrara), nell’altro l’effetto di emissioni motoristiche
tramite l’utilizzo di un "microcosmo" costruito ad hoc
(Prof. Paola Ferrazzi, Università di Torino). E’ stato
quindi illustrato il ruolo dell’ape come indicatore della presenza
di focolai del batterio fitopatogeno Erwinia amylovora, agente
responsabile del colpo di fuoco dei fruttiferi, ed i metodi utilizzati
per evitare il rischio che l’ape stessa, durante le pratiche di
nomadismo, funga da vettore dello stesso (Dr Claudio Porrini, Università
di Bologna).
Nell’ultima relazione della giornata sono stati descritti i mezzi
utilizzati per la raccolta, l’organizzazione e la divulgazione
dei risultati delle ricerche, con particolare attenzione ai mezzi innovativi,
quali il trasferimento delle informazioni sulla rete Internet e la costruzione
di ipertesti su cd-rom facenti parte della "Collana ipertesti di
agricoltura e comunicazione" dell’Istituto Sperimentale per
la Cerealicoltura di Roma; inoltre è stato illustrato il cd-rom
conclusivo del progetto AMA, dal titolo "Documentazione Apistica",
che è in fase di avanzata realizzazione (Dr Roberto Stefanini,
Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura).
A conclusione della sessione pomeridiana, moderata dal Prof. Franco
Frilli, si è svolta una discussione relativa ai numerosi poster
esposti nelle sale attigue all’aula magna, tutti riferiti a ricerche
svolte in ambito AMA e che per motivi di tempo non erano accompagnati
da una presentazione orale.
Il convegno è stato anche occasione di momenti sociali e culturali:
per la serata di giovedì era stata organizzata una cena presso
un’antica cantina convertita in ristorante, nel cuore di Bologna,
mentre nella serata di venerdì i partecipanti hanno potuto visitare
l’antico Castello di Dozza, sede dell’Enoteca Regionale
dell’Emilia Romagna, ed ovviamente degustare i vini locali, prima
di cenare in un vicino ristorante specializzato in cucina tipica emiliana.
La
giornata conclusiva è stata la volta dei "Prodotti
dell’alveare". Nella relazione introduttiva la Dr
Livia Persano Oddo (Istituto Sperimentale per la Zoologia
Agraria, Roma) ha sottolineato l’importanza del progetto AMA nell’individuazione
di una metodologia standard di studio, da utilizzare in tutto il paese,
per la definizione delle denominazioni di origine protetta (DOP) e per
le indicazioni geografiche protette (IGP), oltre che nella determinazione
di parametri analitici per la diagnosi ed il controllo dell’origine
floreale del miele. Tali ricerche contribuiscono in maniera significativa
alla valorizzazione del miele di qualità e pongono le basi per
lo sviluppo del settore dal punto di vista produttivo, commerciale e
legislativo.
Nelle comunicazioni seguenti sono stati descritti in dettaglio ulteriori
criteri di valutazione del miele, con particolare riferimento alle tecnologie
innovative utilizzate (Prof. Lanfranco Conte, Università di Udine),
alla valutazione delle condizioni igienico sanitarie (Dr Emanuele Carpana,
Istituto Nazionale di Apicoltura), alla presenza e all’entità
di residui di trattamenti farmacologici (Dr Roberto Piro, Istituto Zooprofilattico
Sperimentale delle Venezie), alla contaminazione da metalli pesanti
(Prof. Mario Colombo, Università di Milano).
Le
ultime comunicazioni hanno descritto i risultati di un’analisi
economica (Dr Pier Antonio Belletti, Università
di Udine) e di una valutazione del potenziale mellifero del territorio
(Prof. Giancarlo Ricciardelli D’Albore, Università di Perugia).
Al termine delle relazioni scientifiche, moderate dal Dr Marco Lodesani,
è intervenuto il Prof. Giorgio Celli (Università di Bologna)
con una divertente "Apologia dell’ape e del miele",
dissertando su temi che spaziavano dall’etologia alla politica,
dalla genetica all’inquinamento ambientale.
A conclusione
del Convegno il Prof. Giorgio Stupazzoni ha voluto ringraziare tutti
coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla riuscita dell’incontro:
la Facoltà di Agraria per l’ospitalità concessa,
il numeroso pubblico (180 persone) costituito oltre che dai ricercatori
coinvolti nel progetto, da studiosi di settori affini, provenienti anche
da Paesi esteri, da rappresentanti di Assessorati all’Agricoltura,
da funzionari delle A.S.L., da studenti, che insieme hanno dato vita
a vivaci discussioni sui temi esposti. Il presidente dell’INA
ha concluso le tre giornate con l’auspicio che la dimostrata validità
del modello organizzativo del progetto AMA costituisca una base per
il proseguimento del programma, consentendo una continuità nelle
ricerche avviate; un nuovo progetto godrebbe dell’esperienza acquisita
in questi anni di lavoro insieme, esperienza che ha evidenziato, ad
esempio, la necessità di una maggiore flessibilità dei
progetti stessi e di rapporti organici con i servizi regionali. Il presidente
si è anche augurato che per i nuovi bandi di ricerca siano definiti
criteri di selezione basati sul merito e sul valore piuttosto che sul
peso economico del settore. L’ultima considerazione è stata
indirizzata alla possibilità di creare un centro europeo per
il settore, deputato a raccogliere e fornire servizi di tipo analitico,
di formazione, di informazione e divulgazione, in cui progettare ricerche
in comune accordo con tutti i Paesi membri, da cui la Commissione potrebbe
direttamente attingere per coadiuvare le scelte politiche di sviluppo
del settore.
Per
approfondimenti relativi ai lavori scientifici si rimanda agli Atti
del convegno, raccolti nel volume "Il ruolo della ricerca in apicoltura",
la cui pubblicazione è stata finanziata dal Ministero per le
Politiche Agricole e Forestali nell’ambito del Reg. CEE 1221/97.