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VIII SIMPOSIO INTERNAZIONALE ICPBR HAZARDS
OF PESTICIDES TO BEES
In quest’ultima sessione sono stati affrontati i problemi concernenti i limiti dei protocolli standard EPPO, tra cui anche quelli per lo studio degli effetti collaterali sulle api, che vengono applicati per legge, a livello europeo, nel procedimento di registrazione dei prodotti fitosanitari. Nella prima comunicazione il Dr. Ingo Tornier della GAB Biotechnologie GmbH di Niefern-Öschelbronn (Germania) ha affrontato il problema della diversità delle specie botaniche coltivate e della razza di api utilizzata per l’impollinazione tra il Nord e il Sud dell’Europa. Poiché i test di semi-campo e di campo sugli effetti dei pesticidi sono stati sviluppati principalmente nel Nord Europa, ne consegue che, viste tali differenze, i risultati ottenuti con questi test talvolta non possono essere estesi alle regioni del Sud Europa. Si rende pertanto necessario adattare i test di semi-campo e di campo alle specifiche condizioni del Sud Europa, per avere dei risultati che possano essere applicati alla situazione agricola di queste aree. Nella seconda comunicazione il Dr. Jean-Noël Tasei, dell’Unité de Recherches de Zoologie della INRA di Lusignan (Francia), ha evidenziato la inadeguatezza dei protocolli EPPO per la determinazione della tossicità e del rischio degli insetticidi sistemici. I protocolli attuali non prendono infatti in considerazione gli effetti subletali, tipici dei prodotti sistemici, come dimostrato dal recente caso dell’imidacloprid. Viene quindi proposto di ampliare i protocolli esistenti, inserendo anche test che permettano di determinare gli effetti subletali e comportamentali per quei prodotti che esplicano un’azione difficilmente individuabile, come nel caso dell’imidacloprid, e per la registrazione dei prodotti sistemici in generale.
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