Controllo analitico del miele
Il Laboratorio
del CRA-API effettua i controlli di conformità
degli indicatori fisico-chimici del miele, ne valuta i parametri
organolettici, microscopici
e microbiologici, ne definisce l'origine
botanica e geografica.
Controllo della conformità ai limiti stabiliti
per legge
Cos'è
il miele? Secondo la definizione data dalla Commissione
del Codex Alimentarius FAO/OMS "per miele si intende la sostanza
dolce naturale che le api (Apis mellifera) producono dal nettare
di piante o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o dalle
sostanze secrete da insetti succhiatori che si trovano su parti vive di
piante che esse bottinano, trasformano, combinandole con sostanze specifiche
proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lasciano maturare nei
favi dell'alveare.
Questa definizione viene ripresa dalla direttiva 2001/110/CE del Consiglio,
del 20 dicembre 2001, recepita in Italia dal Decreto Legislativo 21 maggio
2004 n. 179 (in Gazz. Uff. n. 168 del 20.07.04),
che stabilisce le caratteristiche di composizione alle quali il
miele deve essere conforme per poter essere commercializzato
in quanto tale o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano (vedi
tabella).
| PARAMETRO |
LIMITE
GENERALE |
LIMITI
PARTICOLARI |
| Tenore
di glucosio e fruttosio (somma dei due) |
minimo
60 g/100g |
- minimo
45 g/100g: miele di melata, solo o in miscela con miele di nettare
|
| Saccarosio |
massimo 5 g/100
g |
- massimo
10 g/100g: miele di robinia (Robinia pseudoacacia), erba
medica (Medicago sativa), banksia (Banksia menziesii),
sulla (Hedysarium coronarium), eucalipto rosastro (Eucalyptus
camaldulensis), Eucryphia lucida, Eucryphia
milliganii, Citrus spp.:
- massimo 15 g/100g:
miele di lavanda (Lavandula spp.), borragine (Borago
officinalis):
|
| Acqua |
massimo 20 g/100
g |
- massimo
23 g/100g: miele di brughiera (Calluna) e miele per uso
industriale
- massimo 25 g/100g: miele di brughiera (Calluna)
per uso industriale
|
| Sostanze insolubili
in acqua |
massimo 0,1 g/100
g |
massimo
0,5 g/100g : miele torchiato
|
| Conducibilità
elettrica |
massimo
0,8 mS/cm |
- minimo
0,8 mS/cm:
miele di melata e miele di castagno, soli o in miscela con altri
mieli tranne che con quelli elencati sotto
- nessun limite:
miele di corbezzolo (Arbutus unedo), erica (Erica
spp.), eucalipto (Eucalyptus spp.), tiglio (Tilia
spp.), brugo (Calluna vulgaris), Leptospermum,
Melaleuca spp.
|
| Acidità
(libera) |
massimo 50 meq/Kg |
massimo 80 meq/Kg:
miele per uso industriale: |
| Indice
diastasico |
minimo 8 u.d./g |
minimo
3 u.d./g:
miele con basso tenore naturale di enzimi (es. di agrumi) e tenore
di HMF non superiore a 15 mg/kg
|
| Idrossimetilfurfurale
(HMF) |
massimo 40 mg/Kg |
massimo 80 mg/kg:
miele di origine dichiarata da regioni con clima tropicale e miscele
di tali tipi di miele |
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|
|
Per
la verifica della rispondenza del miele ai limiti normativi, si applicano
i metodi ufficiali di analisi riportati nell'allegato al Decreto
del Ministero delle politiche agricole e forestali del 25 luglio 2003.
(in Gazz. Uff. n. 185 del 11.08.03). I limiti stabiliti dalla legge identificano
dal punto di vista fisico-chimico un miele di qualità minimale.
Se non vi è rispondenza a quanto definito, vi possono essere alterazioni
(invecchiamento o riscaldamento eccessivo), carenze qualitative (presenza
di impurezze) o adulterazioni grossolane del prodotto. In tal senso il
contenuto di acqua e di idrossimetilfurfurale (HMF) sono tra i parametri
più indicativi: il primo infatti ne definisce la possibilità
o meno di ben conservarsi, il secondo ne indica lo stato di freschezza.
In generale tuttavia, la conformità ai limiti di composizione non
costituisce di per sè un attestato di qualità del prodotto
in quanto essi appaiono in alcuni casi eccessivamente permissivi (ad esempio
nel caso dell'acqua e dell'idrossimetilfurfurale) e in altri casi non
prevedono le peculiarità di taluni mieli uniflorali.
In definitiva, al fine di tutelare e valorizzare la qualità del
miele, il controllo analitico va inteso nel significato più
ampio, che comprende un complesso di valutazioni che
vanno oltre i parametri espressamente indicati dalla legge e
che riguardano le caratteristiche organolettiche, l'origine botanica,
le caratteristiche microbiologiche, la specificità geografica,
la genuinità.
Analisi sensoriale
L'analisi
sensoriale o organolettica consente di valutare un miele dal punto di
vista visivo, olfattivo, gustativo, tattile. Fornisce informazioni complementari
a quelle desunte dalle analisi tradizionali riguardo l'origine botanica
e permette, inoltre, di giudicare difetti e qualità non altrimenti
rilevabili. Se si esclude la presentazione dell'etichetta, si
tratta del solo livello di valutazione affidato al consumatore.
Per ottenere un profilo organolettico completo del miele si ricorre all’analisi
sensoriale descrittiva mentre attraverso l'analisi sensoriale
di rispondenza viene valutata la conformità del miele
ai requisiti organolettici minimi definiti dal D. Lgs 179/2004 (“
… il miele non deve avere sapore o odore anomali, ne' avere iniziato
un processo di fermentazione …”). Il miele viene così
classificato in base alla presenza/assenza di difett: impurità,
odori e sapori estranei, fermentazione. In più, per i mieli uniflorali
viene valutata la rispondenza rispetto ai profili organolettici di riferimento.
Origine
botanica e geografica
L'analisi
pollinica, o palinologica, identificando uno spettro pollinico corrispondente
all'associazione floristica della zona di produzione del miele, fornisce
importanti informazioni sull'origine botanica e geografica del prodotto
esaminato.
Il controllo di una denominazione di origine botanica effettuato mediante
l’analisi palinologica viene completato con
l'esame organolettico e con la determinazione di quei parametri
fisico-chimici influenzati dall'origine botanica del miele (colore, pH,
acidità, conducibilità elettrica oppure ceneri, enzimi,
spettro degli zuccheri). Secondo l'origine botanica specifica, può
essere più indicativo un parametro o un altro.
La tabella seguente riporta, per i tipi di miele uniflorali più
diffusi e per i quali è stata definita una scheda di caratterizzazione,
i parametri ritenuti più significativi ai fini della valutazione
di unifloralità.
| TIPO |
COLORE |
DIASTASI |
ACIDITÀ
e pH |
CONDUCIB. ELETTRICA. |
ZUCCHERI |
POTERE
ROTATORIO SPECIFICO |
| Agrumi |
* |
* |
* |
* |
|
|
| Castagno |
* |
|
* |
* |
* |
|
| Corbezzolo |
|
* |
* |
* |
|
|
| Erica |
* |
* |
* |
* |
|
|
| Eucalipto |
|
|
|
* |
|
|
| Girasole |
|
|
|
* |
* |
|
| Robinia
(acacia)
|
* |
* |
* |
* |
* |
|
| Rododendro |
* |
|
* |
* |
|
* |
| Sulla |
* |
|
* |
* |
|
|
| Tarassaco |
|
* |
* |
* |
* |
|
| Tiglio |
|
|
|
* |
|
* |
| Timo |
|
* |
* |
* |
* |
|
| Melata
di
abete
|
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* |
| Melata
di Metcalfa |
* |
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* |
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