Principali
risultati del progetto Erwinia
>Erwinia
sopravvive sulle api al massimo 48 ore
Studi di laboratorio
e di campo hanno evidenziato che la sopravvivenza del batterio dipende
dalla temperatura, ma in ogni caso non supera i due giorni (48 ore) sul
corpo delle api o nel loro intestino.
> Erwinia persiste nel polline fino a 60 ore
In primavera la vitalità del batterio è stata di 30 ore
nel miele, 36 ore nella cera e sul corpo delle api e 60 ore nel polline.
In autunno la sopravvivenza di Erwinia arriva fino a 48 ore nell'area
della covata e nella cera e 60 ore nel polline.
> L'acido ossalico può risanare gli alveari
La longevità di E. amylovora si riduce significativamente
con una forte acidificazione all'interno dell'alveare in conseguenza del
trattamento con acido ossalico. La nebulizzazione è risultata più
efficace del gocciolamento.
>Il polline è la matrice più adatta per rilevare
Erwinia nell'ambiente
La presenza del batterio nel polline stoccato negli alveari può
anticipare di qualche mese i sintomi della malattia nel pereto.
>Sviluppo di una nuova tecnica per rilevare Erwinia
I ricercatori dell'Istituto di Scienze chimiche dell'Università
di Bologna hanno sviluppato un nuovo metodo chemioluminescente (PCR -ELISA)
che riesce a rilevare il batterio nel polline con concentrazioni fino
a 100 volte inferiori rispetto alla tecnica spettrofotometrica.
Fonte: Colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), Notiziario
tecnico CRPV, n.66, marzo 2003
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