Il
progetto Erwinia mira ad arginare, con l'utilizzo delle api, il dilagare
della più grave patologia che colpisce pereti e meleti
commerciali.
Erwinia amylovora è infatti l'organismo che causa il Colpo
di fuoco batterico, che affligge il pero, il melo e altre rosacee spontanee
e coltivate. Le piante colpite appaiono come bruciate; non
esistono cure se non la totale distruzione degli alberi malati prima che
i batteri possano contaminare il resto del frutteto.
In Italia il Colpo di fuoco è stato segnalato per la prima volta
nel 1990. Quattro anni dopo Erwinia ha raggiunto l'Emilia Romagna,
il maggiore bacino italiano di produzione di pere, e si è propagato
a livello di epidemia nell'intera regione, tanto da convincere gli amministratori
a emettere dei provvedimenti d'emergenza. Colpendo l'ape.
Infatti le api, al pari di altri insetti e agenti fisici (come la pioggia),
possono trasportare il batterio, volando di fiore in fiore. Ma, a differenza
degli altri vettori, le api sono maggiormente controllabili perchè
allevate dall'uomo.
Per questo motivo nel 1996 il Ministero dell'Agricoltura cercò
di limitare la mobilità degli alveari sul territorio a rischio.
Ma gravi effetti che questo decreto provocò sull'attività
di impollinazione delle colture, nonchè sulle pratiche di nomadismo,
convinsero ben presto dell'inefficacia dello strumento normativo nella
lotta alla malattia.
Il
progetto Erwinia coinvolge ricercatori dell'Istituto nazionale
di apicoltura, dell'Università di Bologna e del Servizio fitosanitario
della Regione Emilia-Romagna e si pone l'obiettivo di ribaltare il ruolo
dell'ape, così come esso è percepito dal mondo agricolo:
da "untore" del campo coltivato a "sentinella precoce"
della presenza del batterio.
Attualmente in Emilia - Romagna è attiva una rete di monitoraggio
(stazioni composte da tre colonie di api domestiche) che ha trasformato
l'ape in un'attiva sentinella del territorio.
Principali risultati del progetto
Erwinia
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